“Le città sono dedali di strade in cui ci si smarrisce e ci si ritrova, dove si vive e si muore assieme”.

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MELETAO - Punti di vista Installazione 1/4 agosto 2020 - Parco dei monti simbruini Punti di vista Idea e Progetto Diego Repetto

MELETAO - Punti di vista

Diego repetto

MELETAO FESTIVAL … è prendersi cura delle piccole grandi cose del Mondo, della Natura e dell’Individuo.

Immersi nel verde della Meletao Valley, tra le montagne e il fiume Simbrivio, all’interno del Parco dei Monti Simbruini, quattro giorni, dal 1 Agosto al 4 Agosto 2020, circondati dal potere curativo della Natura, con Musica, Danza, Arte e tanti Workshop.

Il Meletao Festival sarà un luogo di confluenza naturale di persone provenienti da tutto il Mondo per condividere e scambiare esperienze e possibilità di vivere in più sintonia con noi stessi e la Natura.

Per tutte le info contattami segui il link

Meletao, un ecosistema dove l’idea di Cultura si
può rifondare, partendo dalla Cura

PUNTI DI VISTA

Siamo nella profonda Vallepietra, a poche decine di chilometri da Subiaco dove, nel monastero benedettino di Santa Scolastica, cinque secoli e più fa, fu stampato il primo libro in Italia, da alcuni monaci transfughi dalla Magonza di Gutemberg. Un epicentro della storia delle tecnologie.

Appena il sole, scendendo, ci regala una buona ombra ci avventuriamo, conversando-camminando, tra il ruscello e i boschi , per parlare di RiavviaItalia Live, la piattaforma che in questi mesi ha lanciato idee per il riavvio del Paese, dopo il reset del lockdown. Lo abbiamo titolato Punti di vita perché abbiamo cercato di raccogliere lungo il percorso le storie di chi partecipava al Meletao, esprimendo il suo punto di vita in un ecosistema culturale che si chiama fuori dai festival della consuetudine.

Ci ha guidato Diego Repetto, architetto esperto di Quinto Paesaggio (e sodale di RiavviaItalia, per cui la lanciato dei progetti in tal senso) che all’interno del festival ha cura delle vele-installazioni che ha titolato “Punti di vista”presso la stazione radioantidoto.  Qui c’è Federico Bonelli che, con tutto il suo background di hacker. traduce quella stessa sensibilità divergente nella radio, su cui si rilancia in streaming web radio il walkabout e non solo: quello stesso segnale viene riverberato anche in FM dalla stazione radio e diffuso da alcune radioline poste sotto le tende.

Con Xilef Welner parliamo del Meletao in quanto ecosistema che ci appare come un luogo emblematico in cui ciò che definiamo cultura arriva a ritrovare il suo corso naturale, dal suo etimo latino colere per cui s’intende coltivare. Cultura è ciò che diviene, non è solo conservazione del valore; è una declinazione in participio futuro (esiste nella lingua latina, morta e quindi intoccabile), la stessa adottata per declinare natura. La cura a cui fa riferimento ha a che fare con la percezione della bellezza di cui ci parla (in una piccola grotta) Gioia di Biagio che poco prima aveva presentato il suo libro “Come oro nelle crepe” in cui si associa la pratica artistica giapponese del kintsugi in cui la lamina d’oro “rammenda” la ceramica preziosa infranta, alla fragilità del suo corpo colpito da una rara malattia del tessuto connettivo.

Ci infiliamo nel bosco al crepuscolo, lungo un sentiero dove con Diego e Roberto avevamo predisposto delle lucciole (con batteria) sugli alberi, per tracciare il percorso nel buio e trovare la via del ritorno.

Meletao

Infilata su, dopo Subiaco, tra i Monti Simbruini,  Meletao più che un festival è un ecosistema , una “zona temporaneamente autonoma”, dove l’idea di cultura si può ripensare e rifondare, partendo dalla cura, quella di sè e del mondo che ci circonda. Questa riflessione scaturisce sia dalla parola méletào che in greco significa “ho cura di” sia dal flusso benefico di ciò che scaturisce da un monte dei Simbruini che si chiama Autore: il fiume Simbrivio destinato ad alimentare l’Aniene, talmente limpido e fresco, da bere (le sorgenti spillano acqua da più punti). Link Articolo sul Festival MELETAO